2010

2010

Durante la nostra prima spedizione a Pompei (maggio 2010), grazie all’invito di Antero Tammisto dell’EPUH e della dott.ssa Ulla dell’ Università metropolitana di Helsinki, fummo in grado di eseguire analisi in situ nella Casa di Marco Lucrezio (Regio IX, Insula 3 Case 5 e 24). Nel nostro primo anno a Pompei utilizzammo uno spettrometro Raman portatile accoppiato ad un treppiede motorizzato e uno spettrometro di spettroscopia infrarossa portatile. Parallelamente, la dott.ssa Ulla Knuutinen Elemental realizzò analisi in situ utilizzando uno spettrometro di fluorescenza a raggi X (ED-XRF). Tali analisi vennero combinate con quelle realizzate dai membri del gruppo APUV.

Durante la campagna del 2010 centrammo la nostra attenzione sull’analisi delle aree annerite (ematite come pigmento originale) presenti nell’ ingresso principale della casa di Marco Lucrezio. Grazie a queste analisi fummo in grado di confermare le nostre prime ipotesi riguardo il processo di trasformazione del pigmento originale (ematite, Fe2O3) in magnetite nera (Fe3O4). Inoltre eseguimmo ulteriori analisi sulle malte e sui pigmenti blu che decorano l’ingresso principale della struttura.

Le analisi in situ sono poi state estese all’atrio della casa (aree verdi costituite da una miscela di pigmenti ocra, blu e gialli) e del triclinio (sala da pranzo). In quest’ultimo caso, focalizzammo la nostra attenzione sulla caratterizzazione degli intonaci e all’individuazione di eventuali tracce di rosso cinabro e altri pigmenti.

Oltre alla caratterizzazione degli intonaci e dei pigmenti dalla Casa di Marco Lucrezio, durante la campagna del 2010 vennero realizzate analisi preliminari dei materiali e dei problemi di degrado (principalmente efflorescenze saline) delle pareti della Casa di Obonius (ulteriori dettagli sono disponibili nella sezione dedicata all’anno 2011).

Le strumentazioni portatili vennero inoltre utilizzate per analizzare alcuni reperti conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Concretamente, venne realizzata la caratterizzazione dei pigmenti e degli intonaci di tre affreschi pompeiani (staccati dalla casa di Marco Lucrezio circa 160 anni fa) conservati nel magazzino del museo. In particolare, le analisi vennero condotte sul pannello 9103 (ragazzini che giocano) rimosso dalla parete ovest della camera 25 (triclinio estivo) e su due pannelli rimossi dalla camera 16 (triclinium): il pannello 9208 (Amorini e Psiche che danzano) della parete ovest e il pannello 9206 (Amorini e Psiche preparando una lirica) della parete sud.

Una volta conclusa la campagna di analisi, la ricercatrice APUV Maite Maguregui realizzò un tirocinio nel dipartimento di scienze naturali e tecnologia dell’Accademia di Belle Arti di Vienna. Durante questo periodo di tempo, Maite condusse diversi esperimenti di invecchiamento atmosferico accelerato su alcuni frammenti pittura murale recuperati durante gli scavi della casa di Marco Lucrezio. Questi frammenti vennero sottoposti a diversi cicli di esposizione al gas SO2, al fine di simulare l’impatto di gas acidi (provenienti dall’atmosfera moderna e dalle emissioni vulcaniche) sulla conservazione dei pigmenti originali. I risultati ottenuti dimostrarono il ruolo fondamentale dei gas acidi nel processo di trasformazione dell’ematite rossa in magnetite nera. I risultati ottenuti dallo studio dei campioni reali estratti e dalle prove di invecchiamento accelerato diedero luogo a due pubblicazioni scientifiche nelle riviste Analytical Chemistry e Analytical Methods.