GRUPPO DI RICERCA IBeA

Il nostro gruppo di ricerca si chiama IBeA (Ikerkuntza eta Berrikuntza Analitikoa), che significa ricerca ed innovazione analitica. Il gruppo è composto da professori e ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi (UPV / EHU).

Dal 1987 il nostro gruppo ha lavorato in diverse linee di ricerca, realizzando attività di innovazione con imprese vicine. Anche se le principali attività di ricerca riguardano lo sviluppo di metodologie analitiche nel settore dell’ambiente e del patrimonio culturale, negli ultimi dieci anni abbiamo partecipato a molte altre attività, come l’analisi di alimenti, sintesi di composti bioattivi, nanomedicina, etc. Ad esse, si è recentemente aggiunta una nuova linea di ricerca relativa a materiali extraterrestri e missioni spaziali per esplorare il sistema solare.

Uno dei primi progetti relazionati con il patrimonio culturale risale al 2005, quando partecipammo al progetto Papertech, finanziato dal programma FP5 dell’Unione europea. Il progetto si concluse con un Congresso nel 2007, dove vennero presentati i risultati più rilevanti. Durante il congresso incontrammo per la prima volta la Dott.ssa Ulla Knnutinen, professoressa in chimica e responsabile delle analisi di alcuni frammenti di pitture murali recentemente recuperati da una casa di Pompei (Casa di Marco Lucrezio) nell’ambito di un altro progetto europeo (EPUH, Expeditio Pompeiana Universitatis Helgiensis) guidato da l’Università di Helsinki.

Presentammo alla Dott.ssa. Knuutinen i nostri progressi raggiunti durante lo sviluppo del progetto nazionale spagnolo DILICO, ottenuti soprattutto grazie all’utilizzo di strumentazioni portatili. La principale innovazione del nostro protocollo di lavoro si basa nel (a) caratterizzare i materiali originali e i loro prodotti di degradazione, (b) diagnosticare lo stato di conservazione utilizzando strumenti chemiometrici per trovare similitudini e relazioni tra dati e (c) identificare le reazioni chimiche tra i materiali originali ed i fattori di stress ambientali che possono spiegare il processo di formazione delle forme di degrado riscontrate.

Le metodologie sviluppate dal gruppo IBeA fino al 2007 convinsero il gruppo finlandese responsabile degli scavi di Pompei a coinvolgerci nell’analisi chimica dei materiali in loro possesso. In tal senso, alcuni frammenti (malte e pitture murali) vennero inviati al nostro laboratorio ed i risultati da noi ottenuti servirono a dimostrare la presenza di un significativo impatto ambientale sulla conservazione degli stessi. Grazie a questi risultati, del tutto inaspettati per il gruppo di ricerca Finlandese, fummo invitati dal progetto EPUH alla Casa di Marco Lucrezio per eseguire, in concomitanza con gli scavi archeologici, analisi in-situ basate sull’uso di strumentazioni portatili e non distruttive. Questo è stato il punto di partenza del progetto APUV (Analitica Pompeiana Universitatis Vasconicae).

Se vuoi sapere di più sul nostro gruppo di ricerca potete visitare la nostra pagina web:

http://www.ehu.eus/es/web/ibea/home